Oggi 6 dicembre si celebra San Nicola di Bari.

San Nicola è il leggendario Santa Claus dei paesi anglosassoni, e il NiKolaus della Germania che a Natale porta i doni a bambini.

San Nicola di Bari è conosciuto in tutto il mondo. Oggi, infatti, in suo onore si tengono celebrazioni in tantissime città del mondo.

Ci piace raccontare la storia (e la leggenda) di questo Santo, ma innanzitutto cogliamo occasione per presentarvi un’altra iniziativa speciale del Ristorante Solferino.

Sarà un dicembre speciale, per venire incontro alle vostre esigenze e richieste: nei weekend 8-9 dicembre, 15-16 dicembre e 22-23 dicembre, orario continuato dalle 12,15 alle 22,30.

E le sorprese non finiranno qui, vi faremo sapere prestissimo…

Ma qual è la storia di Santa Claus, il San Nicola arrivato dalla Turchia?

Le sue spoglie furono conservate nella cattedrale di Myra fino al 1087.

Myra è un’antica città ellenica, nella Licia in Asia minore, oggi situata nell’attuale Turchia meridionale.

Era situata nella fertile pianura alluvionale del fiume Myros, a circa 3 km dal mare, in prossimità del porto di Andriake.

Luogo affascinante, carico di suggestioni.

Le prime notizie sull’esistenza della città risalgono al VI secolo a.C., dove assieme alle città di Xanthos, Patara e Phaselis costituì una federazione di città stato. Secondo Strabone era una delle più importanti città di questa alleanza. Nel II secolo a.C. visse il suo periodo di maggiore splendore.

Le rovine della città sono coperte da materiale alluvionale, ma sono stati parzialmente riportati alla luce il teatro romano, ricostruito dopo il terremoto del 141, le terme e una basilica bizantina dell’VIII secolo dedicata a san Nicola.

È infatti la città di cui fu vescovo san Nicola.

La necropoli, collocata su una scogliera a strapiombo sul mare, conserva le facciate delle tombe scavate nella roccia, con colonne e frontone. Il primo ad investigare la città, l’archeologo inglese Charles Fellows (1799-1860), quando visitò le tombe nel corso della sua seconda spedizione nel 1840, le trovò ancora colorate a tinte vive: rosso, giallo e azzurro.

Ritornando a San Nicola, la storia e la tradizione dell’area di Myra, si fonde con la tradizione delle coste adriatiche della Puglia.

La prima costruzione che ospitava il corpo del santo risale al VI secolo. L’attuale edificio risale all’VIII secolo con ulteriori rimaneggiamenti dell’XI secolo.Nel 1863 lo zar Alessandro II di Russia intraprese i restauri dell’antico edificio, ma senza portare a termine i lavori. Solo cento anni dopo si poterono terminare gli scavi, nel 1968 venne riportato alla luce il sarcofago dove era stato custodito il Santo.

Il pavimento della Basilica era ornato da ricchi mosaici e sono ancora presenti tracce degli antichi affreschi. La tomba del santo reca evidenti segni dell’asportazione del corpo per salvarlo dagli islamici avvenuta del 1087 da parte di commercianti baresi.

Infatti le sue spoglie furono conservate nella cattedrale di Myra fino al 1087. Quando Myra cadde in mano musulmana, Bari e Venezia, che erano dirette rivali nei traffici marittimi con l’Oriente, entrarono in competizione per il trasferimento in Occidente delle reliquie del santo. Una spedizione barese di 62 marinai, tra i quali i sacerdoti Lupo e Grimoldo, partita con tre navi di proprietà degli armatori Dottula, raggiunse Myra e si impadronì di circa metà dello scheletro di Nicola (altri frammenti delle spoglie si trovano a Venezia, Rimini, in Lorena, a Bucarest, a Volos ed anche in Bulgaria), che giunse a Bari il 9 maggio 1087.

Secondo la leggenda, le reliquie furono depositate là dove i buoi che trainavano il carico dalla barca si fermarono. L’abate promosse tuttavia l’edificazione di la nuova chiesa dedicata al santo, la Basilica di San Nicola, che fu consacrata due anni dopo da Papa Urbano II in occasione della definitiva collocazione delle reliquie sotto l’altare della cripta.

Leggende narrano che la basilica sarebbe stata costruita per celare il Sacro Graal, il calice dal quale Cristo bevve nel giorno dell’Ultima Cena con gli apostoli. A fondamento di questa leggenda Bari era il porto dal quale crociati e gente di ventura partivano per la Terrasanta, quindi era ritenuta una città ai margini dell’impero, ma nello stesso tempo pregna di sacralità. Si tratta però appunto solo di leggende che, malgrado vengano spesso riproposte anche in tempi moderni, sono state più volte smentite da autorevoli studiosi.

MA