Il Toret è un’ icona per tutti i piemontesi: alta circa 1 metro, fusione in ghisa grigia lamellare con fondo antiruggine e finitura in colore verde Ral 6009.
Secondo l’archivio storico del Comune di Torino, la prima fontanella pubblica in lega di ghisa a forma di toro, fu installata 160 anni fa, il 17 luglio 1862, pare per volere dell’Ingegnere capo della rete idrica della città , che aveva individuato la necessità di stabilizzare la pressione dell’impianto attraverso dei punti di “sfogo”.

Toret in foglia d’oro – Leo Poldo
Ma Leo Poldo, artista torinese che ha reinterpretato le fontanelle, ha regalato a questa iconica presenza cittadina anche una dimensione artistica e una proiezione cromatica che ne esalta la bellezza:
Amato e protetto con tenerezza dai Torinesi, da coloro che fin da fanciulli dopo il gioco, hanno fatto visita al “Toretto verde” per bere un sorso di acqua fresca o per lavare un ginocchio sbucciato.
Nasce da questo ricordo e dalla gratitudine mai dimostrata, il mio progetto: e’ il mio modo di ringraziare”
E tra le opere esposte, spiccano dei Toret, ricomposti secondo l’antica tecnica giapponese del Kintsugi

Toret ricomposto secondo l’antica tecnica giapponese del Kintsugi – Leo Poldo
Spiega l’artista: “La sperimentazione non è un percorso facile ma è appassionante, si fallisce, si creano ferite e rotture che devono essere riparate ma non nascoste. Le mie cicatrici, siano esse dell’anima o del corpo sono parte di me. È ciò che mi rende forte ed è per questo che nelle mie opere, le metto in bella mostra con l’oro. Kintsugi in giapponese significa, riparare con l’oro, ed è una tecnica-filosofia oggi molto usata oltre che in ambiente artistico, anche nella psicologia occidentale”.
Anno di realizzazione opere esposte: 2018-2021
Tecniche utilizzate: Maiolica e oro lustro per le opere in ceramica. Gesso e foglia d’oro 23 carati per il Tòret oro.